Mercati

La birra? È una specialità

Nel 2007 il mercato ha ben performato, con un incremento a volume apprezzabile. Merito soprattutto del contributo delle speciali, cresciute a doppia cifra

La birra? È una specialità

Abbazia, trappista, weiss, bière blanche, bock, stout, rossa. Piccole birre crescono, e raggiungono un traguardo insperato fino a qualche anno fa: nell’a.t. a novembre 2007 superano a valore le birre di primo prezzo, secondo i dati di Iri. Un testacoda di preferenze che disegna un nuovo tipo di acquirente, più esigente e più edotto circa le differenti qualità della birra. Così com’è successo per il vino anni fa - e il risultato si è visto sugli scaffali della grande distribuzione - anche per la birra la qualità e la peculiarità contano sempre più.

Un assetto di mercato in cui si riconoscono praticamente tutti i maggiori produttori e importatori, che dovrebbero rallegrarsi, perché le birre di specialità soffrono meno la pressione competitiva e, sull’onda della crescita dei volumi, ben ripagano il modesto supporto promozionale. Gli operatori del settore confermano che il canale moderno appare più attento alle proposte di birre speciali in quanto fidelizzano il consumatore, garantiscono margini più interessanti e qualificano lo scaffale. La leva della promozione è utilizzata marginalmente, con vantaggio di industria e trade: il consumatore già conosce i marchi principali e il prezzo ribassato può talvolta supportare il picco di volumi favorendo l’acquisto multiplo o il test da parte di nuovi clienti.

Di Andrea Sperelli
Versione integrale su Food 3 - Marzo 2008