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Parmalat e le altre: il 2008 è agrodolce

Tra le sorprese c’è La Doria, che ha portato risultati in decisa crescita. A Collecchio si punta su un piano di rilancio per i prodotti core.

Parmalat e le altre: il 2008 è agrodolce

Tutto sommato, poteva andare peggio: almeno a giudicare dall’attuale congiuntura mondiale e dalle indicazioni che fornivano i titoli in Borsa. Invece, i conti 2008 delle aziende agroalimentari italiane quotate non hanno portato alla luce situazioni realmente drammatiche.

Certo, le aree di sofferenza sono presenti, così come i segni “meno” di fronte alle performance aziendali, e un gruppo come Parmalat ha dovuto affrontare un traumatico ricambio dei vertici operativi per ridare slancio alle attività. Ma non mancano le buone sorprese, e qualche attesa positiva anche per i risultati del 2009.

In generale, comunque, piazza Affari non è stata benevola in questi ultimi mesi per il piccolo drappello di società del food & drink quotate: Parmalat è sotto di circa il 55-60% dai prezzi massimi del 2007, e Campari del 50%, tra le altre. Ma quando sarà passata la tempesta finanziaria, le indicazioni che arriveranno dalla Borsa dovrebbero tornare a essere più rassicuranti.Nel frattempo, però, si naviga a vista e con il vento che non è ancora tornato in poppa.

Quali sono gli elementi salienti che emergono dai numeri del 2008, anno bifronte per l’economia, e quali sono le attese per il 2009? Ecco cosa emerge da questa prima tornata di risultati.

Due spine nel fianco per i bilanci di Parmalat e Centrale del Latte di Torino, ma due driver di crescita per La Doria: le materie prime e le private label hanno condizionato molto i conti appena chiusi. Ma non sempre in peggio, per fortuna.

Di Alfredo Faieta
Versione integrale su Food 4 - 2009