Dossier Conserve Vegetali

Rilancio di filiera

La riforma comunitaria del mercato ortofrutticolo crea incertezze in un comparto in lieve ripresa

Rilancio di filiera
Per il pomodoro da industria ci sono ancora nubi all’orizzonte. E non tanto per l’andamento del mercato, che dopo un biennio 2004-2005 da dimenticare ha iniziato, a partire dallo scorso anno, a risalire la china grazie al minor pressing dell’import e al contenimento delle scorte dei prodotti derivati. In realtà, a tenere alta la tensione tra gli operatori della filiera ci pensa la riforma dell’Organizzazione comune del mercato ortofrutticolo (Ocm), che dovrebbe essere a regime nel 2008, laddove il pomodoro da industria assume un peso di primo piano quanto meno sul fronte finanziario: da solo assorbe, infatti, il 43% circa degli aiuti comunitari riservati al comparto nazionale di frutta e verdura. Ma sul settore, come già anticipato, ora incombe una fitta coltre d’incertezza. Già, perché la proposta della Commissione Ue di applicare il regime di pagamento unico aziendale previsto dalla Politica agricola comune non ha trovato unanimità di vedute tra gli attori della filiera. “A nostro avviso dichiara Lorenzo Bazzana, responsabile ortofrutta di Coldiretti – il settore del pomodoro da industria dovrebbe trasformarsi da un sistema che premia il prodotto a un sistema che premia i comportamenti in termini di impatto ambientale, di buone pratiche agronomiche e di etica del lavoro. In molti, tuttavia, non hanno capito che non si tratta di chiudere una filiera, ma semmai di rilanciarla”. Fra le imprese italiane, in molti auspicano poi un maggiore gioco di squadra sul fronte dell’internazionalizzazione: nonostante l’apparente posizione di leader nel mercato europeo del pomodoro, le esportazioni del nostro Paese sono in realtà frammentate in una miriade di industrie.

Di Marta Bommezzadri
Versione integrale su Food 6 - 2007