Cambio della guardia nella spesa
La congiuntura economica sfavorevole impone agli italiani di modificare la loro lista della spesa. Ecco come si diversificano gli acquisti nel nostro Paese a confronto con gli altri big europei

“Circa il 60% dei consumatori statunitensi ed europei afferma che nel 2009 spenderà di meno. Si parla, quindi, di due consumatori su tre. Più difficile è determinare di quanto diminuirà il loro spendine. Incrociando i diversi dati della survey, possiamo desumere che la tendenza sarà intorno al 10-13% in meno”. Marco Airoldi, partner & managing director di The Boston Consulting Group snocciola a Food i dati più importanti della Consumer survey che la sua società svolge ogni anno nei cinque principali Paesi europei.
Se è l’America a risentire in modo più massiccio e diretto dello tsunami, “in Europa - spiega Airoldi - la crisi arriva con un impatto più mediato, toccando prima il Regno Unito, poi l’Europa continentale, e in ultimo l’Italia, dove probabilmente qualunque congiuntura negativa è mitigata da tutta una serie di reti di sicurezza, come il minor ricorso ai licenziamenti in tronco, la prevalenza di aziende familiari, gli ammortizzatori sociali”. Dall’indagine emerge che il 29% circa degli italiani si dichiarano ottimisti per il futuro: ormai si è toccato il fondo, dicono i nostri connazionali. Sara vero?
Di Emanuela Taverna
Versione integrale su Food 1 - Gennaio 2009
