Trade
Consumi in ripresa, ma non troppo
Il leader del retail conferma la sua quota

Il rilancio, timido, dell'economia italiana, non ha coinvolto più di tanto gli acquisti alimentari, mentre le spese obbligate sono in costante incremento Coop Italia tiene, meglio del mercato. In una stagione di consumi ancora timidi, questa magra constatazione può considerarsi un successo. Il leader del retail ha chiuso il 2006 con un fatturato di 11,8 miliardi di euro, con una crescita del 2,8%, che consente a Coop di mantenere la propria quota di mercato, del 17,1%, confermandosi ai vertici del retail nazionale. Nel complesso, il consorzio nazionale di marketing registra l'apertura di 64 nuovi punti vendita, per una rete di 1.331 strutture complessive e un aumento dell'occupazione del 2,6% per 54mila addetti (l?87,7% dei quali assunti a tempo indeterminato). I soci ammontano ormai a 6,5 milioni di persone, ai quali sono riservati 310 milioni di euro di benefici economici sotto forma di promozioni dedicate, collezionamento, aumento del capitale sociale e ristorno. Questi i numeri. Ma in quale generale Coop Italia si è trovata a operare nel 2006? "La complessiva ripresa dell'economia italiana" risponde Vincenzo Tassinari, presidente di Coop Italia "non" stata supportata dalla ripresa dei consumi interni, pari al +1,5 per cento. Le cosiddette "spese obbligate" delle famiglie in dieci anni sono passate dal 15,4% al 21,3%, le spese per i servizi dal 27,8% al 42%; diminuisce sensibilmente la quota di reddito disponibile per i consumi di beni. I consumi alimentari 2006 hanno fatto segnare una leggera ripresa (+1,1%) nella parte centrale dell'anno, controbilanciata da una frenata a partire da ottobre, protrattasi anche nei primi mesi del 2007?.
Di Emanuela Taverna
Versione integrale su Food 9 - 2007
