La cruda verità
Sui distributori automatici di latte appena munto è stata avanzata un’interrogazione parlamentare, di cui è primo firmatario l’ex ministro del Mipaaf Paolo De Castro

Con l’applicazione del regolamento Ce 853/2004 - recepito il 25 gennaio 2007 dalla Conferenza Stato-Regioni - è stata autorizzata la commercializzazione del latte appena munto.
A oggi, in Italia, sono attivi più di 800 distributori automatici di latte crudo. L’industria non deve sottovalutare il forte impatto simbolico di questo fenomeno sui consumatori. E pretendere un’informazione più completa sulle cautele richieste dalla vendita sfusa.
In questa battaglia, peraltro, l’industria di marca ha un “alleato” davvero inaspettato: lo stesso “padre fondatore” delle milk machine, Paolo De Castro - già ministro delle Politiche agricole nel governo Prodi - è oggi primo firmatario di un’interrogazione al ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, sui risultati resi pubblici dalla Regione Lombardia (che, come la Regione Emilia-Romagna, ha previsto norme igieniche più restrittive di quelle nazionali), in base ai quali, su 220 aziende lombarde autorizzate alla vendita di latte crudo (per 291 distributori), 29 (il 13%) sono state sospese in seguito al superamento dei parametri di legge. “Non ho cambiato parere - spiega Paolo De Castro, ordinario di Economia e politica agraria all’Università di Bologna e senatore del Pd - sulla bontà dello strumento, ma sul modo in cui è stata gestita l’operatività.
Il latte crudo è soggetto a una carica batterica più forte di quello pastorizzato, e come tale ha bisogno di attenzioni molto più specifiche. Come tutte le innovazioni, anche questa va accompagnata”.
Di Emanuela Taverna
Versione integrale su Food 12 - Dicembre 2008
