Un futuro ancora incerto
L’affaire rincari è finalmente rientrato. Ma gli effetti collaterali per la filiera molitoria italiana, deficitaria sul fronte produttivo, sono difficili da arginare

L’allarme è rientrato, ma la guardia dell’industria molitoria italiana sulla riorganizzazione della filiera italiana resta alta. Nel 2008, le voci dei derivati dei cereali, pane e pasta in pole position,hanno subìto i ritocchi all’insù più consistenti (vedi Food 4/2009,pag. 24). Ma già a partire dalla seconda metà dell’anno, i prezzi del frumento tenero e duro - dopo le punte registrate nel marzo precedente - hanno segnato un ridimensionamento legato al fortunato raccolto mondiale del 2008. In particolare, il frumento tenero è passato a 650 milioni di tonnellate (+75 milioni di tonnellate) e il frumento duro a 38 milioni di tonnellate (+4 milioni di tonnellate), quantità che hanno dato respiro alle scorte ricostituitesi sui livelli meno allarmanti dell’anno precedente.
Nel corso dell’attuale campagna di commercializzazione, i prezzi hanno mostrato, pertanto, un andamento in continua flessione, tanto che nel periodo luglio 2008-marzo 2009 sono risultati mediamente inferiori del 35% circa rispetto allo stesso periodo della campagna precedente. Non inverte la rotta il dato tendenziale di marzo 2009 (su marzo 2008), che segnala contrazioni ancora più significative, in particolare per il frumento duro. Così, oggi, i prezzi sono sostanzialmente stabilizzati sui livelli ante choc cerealicolo per il frumento tenero e leggermente superiori per il frumento duro.
Di Marta Bommezzadri
Versione integrale su Food 5 - 2009
