Finanza - Galbani vuol dire valore nascosto
Sotto la gestione del fondo di private equity Bc Partners, l’azienda lombarda ha incrementato i margini operativi

Cura di redditività per il gruppo Galbani (ora in Lactalis Italia) nel quinquennio 2002-2006, caratterizzato dalla gestione Bc Partners, il fondo di private equity che aveva rilevato la società dalla francese Danone per riconsegnarla di nuovo oltralpe, nel 2006, a Groupe Lactalis. La ristrutturazione operativa - concretizzatasi anche nello scorporo delle attività logistiche e di vendita, confluite in biG - e quella finanziaria hanno consentito al gruppo di migliorare i margini durante gli esercizi considerati. Se nel 2002 il margine operativo netto era pari al 6,4% del fatturato, nel 2006 era arrivato al 9,8% pur in presenza di una decisa crescita dei costi promozionali, giunti all’11,4% dei ricavi a fine periodo. Identica sorte per il risultato corrente ante imposte, negativo nel 2002 e pari al 5,3% dei ricavi nel 2006.
Un’estrazione di valore ‘nascosto’ tipica dell’azione dei fondi di private equity, di cui Galbani è certamente un case study in Italia. Il valore aggiunto percentuale, già molto alto per il settore lattiero-caseario, è rimasto invece invariato negli anni intorno al 28-29% dei ricavi, nonostante la stagnazione economica che ha interessato l’Italia almeno fino a fine 2005.
Di Alfredo Faieta
Versione integrale su Food 7 - 2008
