A tavola ritorno al tipico
Gli alimentari tengono, ma qualche taglio è necessario. Meglio quindi tornare alle tradizioni, preservando il ristorante soltanto una volta al mese.

Salmone, spumante e altre leccornie di seconda scelta? Giammai a Natale sulle tavole degli italiani, anche in un periodo nel quale, conti alla mano, la voglia di spendere è ai minimi. “Piuttosto che ripiegare su secondi prezzi - spiega a Food Giuseppe Roma, direttore generale di Censis, a ridosso della presentazione del 43° Rapporto annuale dell’istituto di studi sociali -, gli italiani hanno preferito tornare ai sapori tradizionali, trasformando una situazione di necessità in un modello virtuoso. Eccellenze come Eataly e i presìdi di Slow Food ci hanno insegnato una “nuova temperanza” nella scelta degli alimenti.
Finita la prima grande metamorfosi, quella che tra gli anni Cinquanta e Settanta ci ha trasformato da poveri a ricchi, da rurali a urbani, si è invertito il senso di marcia, e gli italiani stanno imparando a interrogarsi sulla cultura e sulla filiera che genera ogni prodotto. E non parlo solo dell’alta gamma, ma anche degli acquisti al supermercati. E il 2009? “Sarà l’anno della selezione virtuosa - spiega Roma -: ne faranno le spese elettrodomestici, automobili, abbigliamento, calzature, pelletteria. Il food & drink, invece, sembra resistere meglio alle esigenze di risparmio e austerità”.
Di Emanuela Taverna
Versione integrale su Food 1 - Gennaio 2009
