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Beverage - Italiani, gente da premium

È arrivata la stasi dei consumi, ma la birra a differenza di altre categorie premia i prodotti di maggiore qualità

Beverage - Italiani, gente da premium

Le crisi economiche, in genere, ridisegnano le scale di valori e le priorità nel consumo di beni e servizi, e quella che stiamo attraversando ha già sortito senza dubbio i primi effetti.

Eppure, di fronte agli scenari a tinte fosche dell’ultimo anno, i big player della birra attivi in Italia possono tirare un sospiro di sollievo, o quasi. I conti si faranno solo quando la congiuntura tornerà al bello, ma l’indicazione che arriva dal 2008 è importantissima: a differenza di quanto succede in molte categorie food & beverage - vino compreso -, la crisi non ha spostato i consumi verso i prodotti di minore qualità ma, al contrario, ha rafforzato la fascia premium a scapito proprio dei primi prezzi.
E, proprio a sottolineare questo andamento in controtendenza rispetto al ‘carrello di crisi’, i dati che arrivano dai discount sono, paradossalmente, confortanti: le vendite di birra in questo canale - sempre apprezzato dai consumatori per l’appeal del low cost -, risultano in calo nel 2008, come sottolinea a Food Marco Limonta, account di Iri. La birra, insomma, è un’isola felice del food & beverage? Ni. Perché i volumi sono comunque in calo, e il sostegno alla marca - che peraltro funziona - passa anche per un aumento dell’intensity index.

Di Alfredo Faieta
Versione integrale su Food 3 - 2009