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Unilever 1: la grande riforma

Intervista esclusiva a Kees Van Der Graaf, President Europe Unilever sui progetti del gruppo per i mercati più maturi.

Unilever 1: la grande riforma
La vecchia Europa – ormai stufa di crescere – ha dato qualche grattacapo di troppo a Unilever. Negli ultimi 35 anni, l’incidenza del mercato europeo sul fatturato complessivo del gruppo anglo-olandese è passata dal 65 al 34%, grazie anche all’avanzata impetuosa dei Paesi in via di sviluppo, che ora hanno raggiunto una quota del 40% del giro d’affari. Al di là della progressiva riduzione del ruolo dei mercati europei, anche i dati di bilancio – e soprattutto la profittabilità – delle filiali del Vecchio Continente hanno cominciato a preoccupare il board a Londra, nonché gli azionisti.

Per ridare fiato al business e dinamismo ai profitti, i sette manager dell’Unilever Executive – guidati dal francese Patrick Cescau, group chief executive – hanno deciso di varare un piano di riorganizzazione complessivo del sistema di aziende controllate in Europa, battezzandolo ‘One Unilever’, che ha richiesto, tra l’altro, anche una riduzione del numero di dipendenti, in diversi Paesi (Italia compresa).

E grazie anche a un intenso programma d’innovazione sul piano sia dei processi di lavorazione sia dei prodotti, il 2006 ha portato così i primi segnali positivi nei conti europei di Unilever. È quanto spiega in esclusiva a Food Kees van der Graaf – olandese, 56 anni, in Unilever dal 1976 – president Europe del gruppo dall’aprile 2005.

Quale bilancio può fare dell’andamento di Unilever nel 2006?

Lo stato di salute complessivo del nostro business è buono. Stiamo compiendo dei significativi passi in avanti. I risultati finanziari del 2006 sono migliori di quelli del 2005. Il tasso di crescita del fatturato si conferma all’altezza delle attese e si colloca stabilmente e solidamente in un range tra il 3 e il 5 per cento. In sintesi, stiamo crescendo in linea con i nostri mercati. Unilever è tornata a essere competitiva. Le Americhe sono cresciute del 3,7%, Asia e Africa del 7,7% e l’Europa dell’1 per cento. Anche i profitti operativi sul fatturato, pari al 13,6%, sono superiore al 2005, anche se solo leggermente.

Quale risultato vi ha dato maggiori soddisfazioni?

Un dato molto importante è che stiamo riducendo la distanza dai competitor proprio facendo leva sul nostro momento di crescita. Tuttavia, abbiamo ancora bisogno di accelerare e di uscire dalla mischia per conquistare posizioni di leadership. In Europa abbiamo riportato il business in crescita. L’implementazione del progetto ‘One Unilever’, la decisione di fare leva sulle grandi capacità che abbiamo al nostro interno e i cambiamenti nella leadership stanno producendo il risultato auspicato di una migliore conduzione del business. Il 2006 è stato un anno di enormi cambiamenti. Si è trattato di un passaggio difficile, ma nel complesso siamo soddisfatti dei progressi compiuti. Anche se c’è ancora molto da fare.

Di
Versione integrale su Food 5 - 2007