Tendenze: al mattino vince la fretta
Entro le mura domestiche o al bar, gli italiani, per quanto consapevoli della sua importanza, dedicano sempre poco tempo al primo pasto della giornata

Predicare bene e razzolare male è un vizio cui non si sottraggono i nostri connazionali. Quanto meno quando si parla di abitudini alimentari. Stando a una ricerca svolta da Gfk Eurisko per conto di Kellogg Italia - su un campione di 1.000 persone tra uomini e donne - emerge che nonostante la maggioranza degli italiani (83%) dichiari di fare colazione (e di questi oltre la metà sia concorde nell’attribuirle grande importanza), una fetta consistente del campione (17%), pari a oltre 8 milioni di persone, la salta del tutto e, anche quando la si fa, non le riserva il tempo necessario.
Ergo, quasi la metà (46%), vi dedica meno di 10 minuti. Tra questi, sono soprattutto i giovani (54%) tra i 15 e i 24 anni i più sbrigativi. Mancanza di tempo (18%) e scarso appetito mattutino (7%) sono le giustificazioni più citate. Tale fotografia non sembra legata a differenze geografiche o alle dimensioni della città di residenza o al proprio sesso. Si osservano solo leggere differenze legate all’età e al contesto in cui si consuma la colazione: i frettolosi la fanno da soli, mentre chi vi dedica più tempo la fa in famiglia. Al di là delle differenze, la colazione è vissuta come un momento importante per diversi aspetti. Anzitutto in termini salutistici: oltre la metà degli italiani la ritiene indispensabile per una sana alimentazione. In seconda istanza, in termini relazionali: per circa un terzo dei connazionali è utile per programmare insieme la giornata.
Di Marta Bommezzadri
Versione integrale su Food 3 - Marzo 2008
