Così Star arrivò a Madrid
Scorpori e dismissioni hanno ristretto il perimetro del gruppo, fino alla cessione all’iberica Pasa nel 2007

Anni di progressivo disarmo per il gruppo Star nel periodo tra il 2002 e il 2006. Come si evince sia dal conto economico, sia dallo stato patrimoniale della società di Agrate Brianza (Mi), non si può facilmente parlare di un rilancio del business. Anzi, tra scorpori e cessioni, il fatturato consolidato è sceso a circa 400 milioni di euro nel 2006, dai 560 milioni del 2002.
Durante tale esercizio, infatti, la società ha scisso il ramo d’azienda di babyfood a favore di Mellin, controllata da Findim Group (la holding finanziaria della famiglia Fossati) fino al 2005. Sempre nel 2002 sono state alienate le partecipazioni in Monini (35%), Ponti (30%) e Paren (30%), acquistate nel 2001 da Findim, e lo stabilimento di Marnate (Mi).Nel 2005 è la spagnola Inpralsa-Industrias y Promociones Alimenticias, attiva nella trasformazione del pomodoro, a risalire lungo la catena di controllo: per 50 milioni di euro (da verificare) passa infatti a Findim Group, mentre nel 2006 viene ceduto a Findim Immobiliare, per 15,5 milioni di euro, lo stabilimento di Corcagnano (Pr). La cura dimagrante del gruppo lascia una profonda traccia anche nel patrimonio.
Il capitale netto diminuisce infatti negli anni grazie ai dividendi pagati e alla distribuzione di buona parte delle riserve, e passa dai 246 milioni di euro del 2002 ai 128 milioni del 2006. Un resizing reso possibile dalla mancanza pressocché totale di debiti: l’uscita di queste risorse non ha infatti intaccato la solidità patrimoniale, aumentando anzi il ritorno sul capitale netto (roe). Quest’operazione si è poi rivelata funzionale, nel 2007, alla cessione alla spagnola Pasa (Galina Blanca e altri brand), per 900 milioni di euro.
Di Alfredo Faieta
Versione integrale su Food 9 - 2008
