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Beverage - Un mercato “che fa acqua ”

Nel 2008, i consumi pro capite sono scesi al livello più basso dal 2004. E le aziende iniziano a rivedere la struttura dei costi

Beverage - Un mercato “che fa acqua ”

Crisi o no, quasi nessun italiano si sognerebbe di mettere in discussione il ruolo dell’acqua minerale nei pasti a tavola e on the go. Ma il rallentamento dell’economia è destinato a portare con sé nuove dinamiche: impone a molti produttori di acqua in bottiglia di ripensare l’innovazione e la propria struttura dei costi, nonché di rifocalizzare il proprio target. A voler vedere il bicchiere “mezzo pieno ”, ogni crisi è foriera anche di opportunità: e chi sa prima e meglio coglierle al volo, s’avvantaggia sul piano competitivo. Fuor di metafora, i player sono invitati a ripensarsi e a meditare nuove strategie d’attacco.
“Nel 2008 - rivela Federico Sarzi Braga, direttore business unit Italia di Sanpellegrino - l’acqua minerale, nel suo complesso, ha fatto registrare un calo delle vendite del 2,5% circa: i consumi pro capite sono scesi al livello più basso dal 2004. Sulla flessione, ha indubbiamente pesato la negatività climatica della parte iniziale della stagione: in ogni caso, il trend risulta più negativo perfino rispetto alle bevande analcoliche. Nella sola gdo, le minerali hanno avuto un decremento dell’1,7%: e c’è stato un deciso peggioramento negli ultimi due mesi dell’anno. La contrazione ha coinvolto sia il consumo in casa, con -2,9%, sia l’out of home, con -1,3%, seppur in misura meno marcata... ”.

Di Mariateresa Balocchi
Versione integrale su Food 2 - 2009