Più costa, meno si compra
Secondo l’inchiesta di GNResearch, i connazionali segnalano aumenti per insalata, zucchine e pomodori e per mele, arance e pere

La tensione sui prezzi si fa sentire. Anche perché a tenerla sempre ad alto voltaggio ci pensa l’incessante tam tam mediatico sul carovita e sui costi della spesa alimentare, con servizi radiotelevisivi o articoli e rilevamenti/raffronti - pubblicati anche sui principali quotidiani nazionali - dei prezzi e condotti città per città o per punti vendita. Così, non c’è da stupirsi se verdura e frutta - per tradizione graditi ospiti a pranzo e a cena nelle case degli italiani - vadano diradando la frequenza delle loro visite sulle tavole delle famiglie del belpaese, da Bolzano ad Agrigento.
Secondo l’indagine realizzata da GNResearch in esclusiva per Food lo scorso febbraio (a distanza di un anno esatto dalla precedente, condotta appunto nel febbraio 2007), il numero medio di acquisti di ortofrutta è sceso dalle 3,4 volte a settimana dichiarato nel febbraio 2007 alle 2,7 volte di febbraio 2008.
Il punto vendita più menzionato per la spesa di frutta e verdura si conferma più che mai il supermercato, che ottiene addirittura un incremento del 6% rispetto alla rilevazione del 2007.
Il supermercato, inoltre, risulta il luogo d’acquisto prediletto dai giovani e dagli shopper del Nord-est e del Centro Italia. Al Sud, invece, si continua a preferire il fruttivendolo, che peraltro è la formula al dettaglio che ha subìto il maggior decremento per numero complessivo di citazioni.
Di Andrea Ponti
Versione integrale su Food 4 - Aprile 2008
