Il pomodoro? si trasforma
La filiera è a rischio redditività per l’incalzante aumento dei prezzi della materia prima. Nel frattempo, inizia a ridursi la frammentazione produttiva

&Egarve; ancora il cuore pulsante della produzione agroalimentare italiana, ma batte con meno energia rispetto al passato. Il settore del pomodoro da industria non solo vede l’Italia al secondo posto della graduatoria mondiale, alle spalle degli Stati Uniti, con una produzione 2007 di circa 4,6 milioni di tonnellate, ma incarna la massima espressione di un sistema integrato che coinvolge circa 8.500 imprese agricole, con 63mila ettari di superficie investita e 180 imprese di trasformazione, per un fatturato di oltre 1,8 milioni di euro. Ciononostante, i dati aggiornati al 2007 parlano di un gigante un po’ affaticato.
“Se a tenere alta la bandiera del sell out sia per quantità commercializzate sia per valore aggiunto sono le passate - dichiara a Food Nicola Calzolaro, direttore generale di Anicav - i pomodori pelati vivono decisamente una fase di stallo. Così, le vendite di rossi nella distribuzione moderna sono arretrate dell’1,3% a valore e del 2,9% a volume”. Nella generale stagnazione dei consumi domestici, non tutti i canali distributivi sono “in secca”.
Di Marta Bommezzadri
Versione integrale su Food 6 - 2008
