Formaggi categoria 3, il rebus è servito
Mentre l’inchiesta giudiziaria va avanti e la stampa generalista spara nel mucchio, montano le polemiche sui controlli tardivi o mancanti. E ancora non è chiaro dove andassero a finire i prodotti.

Nelle acque tutt’altro che tranquille del mercato lattiero-caseario, la bomba dei formaggi avariati e riciclati - lanciata dalle pagine de la Repubblica il 4 luglio scorso - è scoppiata improvvisa, devastando una volta di più la fiducia dei consumatori verso le millantate garanzie di sicurezza e qualità dell’Italian food & wine.
E difatti - come sempre - la bomba ha fatto molto rumore, tanta confusione e diverse vittime: alcune potrebbero essere davvero colpevoli, ma altre innocenti. Dopo la bomba, bisogna ricostruire: Food, quindi, ha voluto ripercorrere i filoni delle indagini in corso per fare chiarezza su com’è andato davvero l’affaire. Ma è tutt’altro che facile mettere un po’ d’ordine nella vicenda dei formaggi avariati rinvenuti dalla Guardia di finanza di Cremona: una storia che gravita principalmente intorno a TraDeL di Casalbuttano e a Megal di Vicolungo (No), entrambe facenti capo all’imprenditore siciliano Domenico Russo.
è necessario, innanzitutto, distinguere tra ciò che è stato pubblicato il 4 luglio appunto da la Repubblica, in un articolo che porta la firma di Paolo Berizzi, e ciò che è invece contenuto nel provvedimento con cui il pm Francesco Messina ha chiesto il rinvio a giudizio per 26 indagati: tra cui lo stesso Russo, tre medici veterinari dell’Asl di Cremona accusati di connivenza e numerosi dirigenti di aziende - anche di marca - della filiera lattiero-casearia. Nella ricostruzione effettuata da Berizzi - che ha avuto comunque il merito di portare alla ribalta una vicenda giudiziaria in corso di svolgimento da ben due anni - le aziende coinvolte nella truffa avrebbero venduto a Russo e ai suoi complici lotti di prodotti ampiamente scaduti, pur sapendo che questi sarebbero stati reimmessi sul mercato e destinati all’alimentazione umana e non alla zootecnia o distrutti, come indicato dalla legge.
Di Nicola Ostano
Versione integrale su Food 9 - 2008
