Dossier - Prima Colazione

Attualità - Il risveglio dei consumi

La fretta è cattiva consigliera soprattutto al mattino. Ma le categorie core del breakfast business macinano consensi. Con qualche inaspettata eccezione

Attualità - Il risveglio dei consumi

Ha sostituito il pranzo come investitura emotiva. Soprattutto in termini aspirazionali. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Sulla consapevolezza dell’importanza della prima colazione, in effetti, sono tutti d’accordo, dai professionisti “in giù”. Ma la realtà è un’altra: la fretta al risveglio la fa da padrone e il tempo speso per il primo pasto della giornata è mediamente al di sotto dei 10 minuti, soprattutto tra i giovani. Così, anche quest’anno, i sondaggi sono messi a dura prova, se il gap tra intenzione e azione non riesce ad assottigliarsi. C’è poi il problema dell’inappetenza per chi si sveglia molto presto, che finisce per favorire la cosiddetta ‘seconda colazione’ fuori dalle mura domestiche. I virtuosi, tuttavia, ci sono e non sono pochi: secondo una recente indagine (Istat 2008), il 79,2% degli italiani fa una colazione adeguata: non solo caffè o tè, quindi, ma anche latte, biscotti o panificati in genere. Un comportamento salutare che è una consuetudine più femminile (82% delle donne contro 76% degli uomini), ma anche molto diffusa tra i bambini (93% fra i tre e i cinque anni e 95% dai sei ai dieci anni). Lungo lo stivale, la prima colazione è più sentita al Centro (83%) che al Nord (80%) o al Sud (76%), ma la maglia nera dello “stomaco vuoto” spetta alla Basilicata (71%) e alla Calabria (72%).

Di Marta Bommezzadri
Versione integrale su Food 2 - 2009