La salute... vien mangiando
Tendenze/ L'Italia è tra i Paesi che mostra maggiore attenzione al rapporto cibo e benessere

I più accaniti supporter del mangiar sano e variato possono vantare da qualche tempo un testimonial d’eccezione: il principe Carlo d’Inghilterra, nemico dichiarato dei fast food. In visita, qualche mese fa, negli Emirati Arabi per una campagna nutrizionista, l’erede al trono ha auspicato in pubblico la messa al bando del junk food. Senza dover arrivare all’integralismo alimentare, benessere e naturalità rappresentano, a detta di molti esperti di mass market, le priorità alimentari per i consumi di domani. Nel corso degli anni, si è fatta sempre più concreta l’ipotesi che la salute si cura in primo luogo a tavola. Sono sempre più numerosi i consumatori, infatti, che scelgono con oculatezza i cibi tenendo d’occhio l’apporto calorico e i vari nutrienti.
Un fenomeno che sta giovando anche alla ‘salute’ dei bilanci aziendali. In effetti, in un comparto maturo come quello del food & beverage, solo i prodotti che promettono benefici vedono crescere i loro fatturati a ritmi costanti. Secondo un recente rapporto Ismea, per esempio, il settore dei biscotti dietetici è salito del 16,7%, quello degli integratori alimentari del 17,7%, mentre i succhi di frutta hanno guadagnato addirittura il 60 per cento. Ma i prodotti più corteggiati in assoluto dal ‘marketing salutistico’ sono senz’altro i probiotici arricchiti da particolari ceppi di fermenti, che assicurano benefit di ogni genere: dall’aiuto alla funzione intestinale fino alla riduzione del colesterolo e della pressione arteriosa.
Di Marta Bommezzadri
Versione integrale su Food 9 - 2007
