Non tutti vanno in rosso
I consumi dei derivati del pomodoro sono fermi: a movimentare le acque ci sono solo i sughi pronti e alcuni packaging funzionali

Una penetrazione superiore al 90% e 20 milioni di famiglie acquirenti fanno dei derivati del pomodoro un comparto elefantiaco, che fatica sempre più a dare segnali di dinamismo. Del resto, oggi, a un prodotto alimentare si chiedono soprattutto servizio e praticità - come dimostra
la rapida escalation dell’offerta di convenience food - e se è pur vero che pasta & pomodoro figurano come uno dei piatti più semplici ed economici da preparare,è altrettanto inconfutabile che le conserve rosse tradizionali (dai pelati alle passate) richiedono un certa elaborazione e pertanto non possono annoverarsi nell’eletta schiera dei ready to eat.
I dati di Gfk aggiornati a febbraio 2008 non lasciano adito ad alcun dubbio: a fronte di un leggero incremento del parco acquirenti nell’ordine dell’1,5% è diminuito del 3,8% l’acquisto medio. Nel segmento core delle polpe e delle passate, che veicola il 45,6% dei volumi, il trend è ancora pi- evidente, poichè alla crescita della penetrazione assoluta pari al 2,6% corrisponde un crollo del 4,4% dell’acquisto medio. Nel complesso, dunque, i conti del comparto segnano “rosso”: ma negli ultimi anni gli sforzi in termini d’innovazione, che hanno portato alla creazione e al lancio di prodotti di nuova generazione.
Di Marta Bommezzadri
Versione integrale su Food 6 - 2008
