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Spaghetti & demagogia

Gli industriali della pasta fanno quadrato e rifiutano ogni ipotesi di cartello. Anzi, rimandano l’accusa a Governo e grande distribuzione.

Spaghetti & demagogia

La posizione delle aziende produttrici di pasta è unanime e senza mezzi termini: condannati e assolti si proclamano vittime di una sentenza demagogica, scritta ancor prima che iniziassero le indagini e dalla quale troppi attori avrebbero tratto vantaggi e visibilità, a spese di un settore già affaticato. “Se dovessi spiegare in parole semplici questa sentenza dell’Antitrust - dichiara senza mezzi termini Carlo Danna, amministratore delegato di Pastificio Gazzola, una delle tre aziende escluse dalla sanzione assieme a Pastificio Felicetti e Pastificio Le Mantovanelle -, dovrei semplicemente bollarla come una grande ingiustizia”.
Innocenti o colpevoli, il punto di vista non cambia: la sentenza è stata un vero colpo basso per uno dei settori più rappresentativi dell’Italian food. Stessa posizione per Barilla che si dice scossa e sconcertata. Così commenta la sentenza il leader della pasta, multato per la cifra di 5,7 milioni di euro. Ovvero, quasi la metà dell’intera sanzione. Una dura “lezione” impartita proprio a causa della sua posizione di leadership, ma anche della sua presunta partecipazione al cosiddetto “intrigo del G8”.

Di Maria Teresa Manuelli
Versione integrale su Food 4 - 2009