Mercati

Spiedino batte fettina

Le performance entusiasmanti delle specialità pronte convincono le aziende di marca a proseguire nella politica di presidio del libero servizio

Spiedino batte fettina
Ormai guarita dalle tante ‘influenze’ mediatiche, la carne fresca torna protagonista delle tavole italiane.

Dopo i flagelli di mucca pazza, della peste suina, dell’aviaria e della salmonella (vedi a pag. 80 del numero di giugno), che a turno si sono abbattuti sul comparto, nel 2007 tutti i segmenti segnano un trend decisamente positivo.

Secondo i dati di Gfk Panel Services, relativi all’anno terminante a febbraio 2007, infatti, le carni fresche hanno registrato un +1,5% a volume (per un totale di 1,527 milioni di tonnellate vendute) e un +3% a valore (pari a quasi 12 miliardi di euro), con consumi in costante aumento, nonostante una penetrazione pressocché assoluta.

Semmai il problema è l’opposto: l’offerta non riesce a soddisfare la domanda. Il patrimonio zootecnico italiano, soprattutto bovino – che rappresenta oltre la metà degli acquisti –, è in costante diminuzione, con conseguente contrazione dell’attività di macellazione nazionale. E per soddisfare la domanda interna si ricorre all’importazione di capi da macello (+12%, secondo i dati Istat del 2006), causando l’aumento di dipendenza dall’estero, soprattutto dai Paesi Ue. Par rimanere competitivo e far fronte alle richieste, il mercato si va concentrando nelle mani di pochi grandi gruppi che gestiscono tutta la filiera.

Di Maria Teresa Mantelli
Versione integrale su Food 6 - 2007