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Un anno di stop per la tv

Nielsen Media Research prevede per il 2007 +1% negli investimenti delle aziende alimentari e –2% nel beverage. Si ripeterà l’exploit della stampa periodica?

Un anno di stop per la tv
All’inizio del 2006, l’oroscopo non lasciava prevedere nulla di buono. Ma più di un addetto ai lavori, sotto sotto, qualche speranza la nutriva. Niente da fare: anche l’anno scorso, gli investimenti pubblicitari delle aziende food & beverage non hanno regalato grandi soddisfazioni ad agenzie creative, centri media, concessionarie e a tutti quei soggetti che, a vario titolo, sono coinvolti nel mondo dell’advertising. Nei dodici mesi lo spending in pubblicità del settore alimentare ha fatto segnare –0,7%, per un investimento netto complessivo di 1,1 miliardi di euro. Anche bevande e alcolici registrano un calo, seppur più contenuto (–0,2%), chiudendo l’anno a 490 milioni di euro.

“Non vedo le ragioni per cui gli investimenti pubblicitari del largo consumo, e del food in particolare, debbano crescere – commenta Paolo Duranti, direttore di Nielsen Media Research –. Come accade negli altri Paesi sviluppati, una parte sempre minore del nostro paniere di consumo viene indirizzata ai prodotti alimentari, e questo peso progressivamente ridotto non può non riflettersi anche sulla pubblicità”.

I prodotti più colpiti dai tagli nei budget sono stati i gelati da impulso (–13,4%) e gli yogurt (–17,5%, un calo che va corretto con il +24,8% delle bevande a base di latte fermentato). Sono tornati a investire pane e sostitutivi (con uno spending più che decuplicato rispetto al 2005) e i prodotti da forno. Nelle bevande, perdono le acque minerali (–5% per le naturali/gassate, –11,2% le effervescenti naturali), cala il caffè (–6,5%), cresce solo la birra (+3%). Le proiezioni per il 2007 non si discostano molto dall’andamento del 2006. Nielsen Media Research prevede un incremento dell’1,1% per lo spending in advertising del settore alimentare e un calo dell’1,8% per il beverage. Valori non in linea con la crescita del mercato pubblicitario complessivo, che l’istituto di ricerca stima possa arrivare al +2 per cento.

“A differenza degli anni precedenti – spiega Duranti – quest’anno la crescita dei mezzi dovrebbe convergere: prevediamo +0,8% per la tv, +2% per i quotidiani, +2,2% per i periodici, +2,5% per la radio. Solo internet, media ancora giovane, si discosta, con un crescita del 31,4%”.

Nel 2006 invece qualche differenza di passo, anche tra i media più maturi, la si è osservata.

Sempre parlando del mercato pubblicitario in generale, e non solo di quello del largo consumo, l’anno scorso ha visto una crescita dell’1,4% degli investimenti netti, a 8,6 miliardi di euro.

Di Giovanni Antona
Versione integrale su Food 5 - 2007