Cena fuori: meglio darci un taglio!
La ristorazione potrebbe subire le maggiori contrazioni in termini di spesa nel 2009. La cucina tradizionale-regionale resta la più ambita

In Europa, il piatto piangerà ancora. La recessione ha colpito in maniera indistinta tutte le principali economie comunitarie. Nel corso del 2009 nel vecchio Continente e, un po’ a sorpresa, in maniera ancor più marcata in Italia, va consolidandosi una progressiva riduzione dei consumi: per l’esattezza il 65% degli italiani (secondo la ricerca Bcg European Consumer Survey elaborata a ottobre 2008) dichiara che spenderà meno, contro il 58% della media dei big five.
Ma c’è di più, perchè questa minor propensione all’acquisto è molto netta: +35% rispetto all’anno precedente.
Il tutto controbilanciato da un’altra particolarità tutta italiana, che si traduce in una maggiore disponibilità a premiare in termini di spesa quei prodotti “ad alto tasso di gratificazione”. A condizionare lo shopping per l’alimentazione e per la ristorazione vi sono le crescenti preoccupazioni, legate all’aspetto salutistico del cibo, che coinvolgono il 69% dei connazionali contro il 51% dei restanti Paesi. Con un tasso di crescita anche in questo frangente superiore alla media europea (+3% rispetto al +1%).
Di Marco Airoldi– managing director di The Boston Consulting Group
Versione integrale su Food 1 - Gennaio 2009
