La crisi? È il momento giusto per le riforme
In Italia, la crisi dei mercati finanziari impatta su una situazione già prossima alla recessione. E i canali di trasmissione all’economia reale sono sotto gli occhi di tutti

“Sulle famiglie italiane, la crisi ha avuto - e dovrebbe avere - effetti diretti relativamente contenuti, visto che hanno un basso grado di partecipazione ai mercati finanziari: circa una famiglia su cinque è in qualche modo coinvolta in modo diretto, contro una su due negli Stati Uniti”. Questa è l’opinione di Tito Boeri, professore ordinario di Economia del lavoro presso l’Università Bocconi di Milano.
Quale ricetta propone per contenere la crisi e rilanciare i consumi in Italia?
Non possiamo fare grandi cose, ma di certo bisognerebbe sfruttare questi momenti difficili per avviare processi di riforma utili anche a crisi conclusa: è in questi momenti che si crea quel consenso più duraturo che altrimenti si ottiene difficilmente.
In particolare, quali riforme bisogna intraprendere?
La prima è quella degli ammortizzatori sociali: bisogna creare un sussidio unico di disoccupazione, che può essere in larga parte finanziato proprio riordinando gli schemi già esistenti. In particolare, abolendo la discrezionalità che regola l’accesso alla cassa integrazione e che penalizza proprio le pmi, meno rappresentate dalle parti sociali. Un’altra fonte di finanziamento potrebbe essere l’abolizione della detassazione degli straordinari: qualcosa che induce le imprese ad aumentare le ore di lavoro del personale già impiegato, rallentando il regime delle nuove assunzioni.
Di Nicola Ostano
Versione integrale su Food 12 - Dicembre 2008
